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FUSCALDO

Fuscaldo sorge su una superficie estesa tra il Mar Tirreno e la catena costiera. Di particolare pregio è il centro storico, adagiato in collina. Conosciuto anche come "paese di pietra", Fuscaldo fu citato per la prima volta nel 589 d.C. come Castrum Fuscalidi. Sono da visitare i palazzi di pregevole architettura medioevale e rinascimentale, tra i quali, in particolare, Palazzo Valenza; le chiese antiche, i cento portali, gli archi, i terrazzini e i campanili cesellati dagli scalpellini, locali artigiani della pietra. La principale risorsa del territorio è costituita dalla pesca delle alici, pesce azzurro per eccellenza, presente nelle acque del suggestivo borgo marinaro e indiscusso protagonista della manifestazione "Fuscaldo: Alici in Festival" che richiama, ogni estate, decine di migliaia di visitatori.

 

Storia

Paese di pietra e di vento, solitario e severo, arroccato in posizione panoramica a circa 350 mt d'altezza. Appena si entra nel centro storico, si possono ammirare le vestigia di un glorioso e antico passato. C'è chi dice di origine Osca o Enotra: chi sostiene, invece, che siano stati i Greci di Sibari, all'indomani della sconfitta ad opera dei crotoniati, a fondare il suo primo nucleo urbano attorno alla preesistente rocca dell'Elce. Tuttavia il territorio fu abitato sicuramente dai Romani e si sa che fu luogo di accampamento al tempo dei Longobardi. Il nome Castrum Fuscaldi, infatti, lo si riscontra, per la prima volta, in occasione dell'invasione longobarda avvenuta tra il 584-591 d.C., a opera del terzo re longobardo, Autari il Flavio. A conferma che il territorio di Fuscaldo fosse abitato in epoca greca e romana possiamo citare il ritrovamento, nei secoli scorsi, di numerose tombe: nello specifico quelle in contrada San Leonardo, Garrafa, San Pietro e Lago, tutte contenenti monete e monili di epoca greco romana. Su Fuscaldo, Demetrio De Seta scrive: «Le Terme Luigiane, un tempo territorio di Fuscaldo, erano ben conosciute nell'antichità, visitate da Platone quando si recò a Siracusa; da Plinio nelle sue peregrinazioni lungo le coste del Tirreno; si vuole che quelle acque fossero conosciute sotto il nome di Acque Calidae Tempsea e cioè della Tempsa Tirrena di Plinio». Il territorio di Fuscaldo, all'epoca della Magna Grecia, era sotto la giurisdizione di Sibari ed era un importante sbocco della via istmica Sibari-San Marco-Mar Tirreno.

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Indirizzo Via D. Sansoni, 21
  87024 Fuscaldo (CS)
Telefono 0982/859863
Fax 098289592
Sito web www.comune.fuscaldo.cs.it
 

 

La Chiesa Matrice

Non si ha notizia della sua fondazione; è certo però che essa esistesse già nel 1166, perché il 5 giugno di quell'anno, Riccardo Arcivescovo di Cosenza, ne consacrò l'altare maggiore in onore di S. Giacomo Maggiore Apostolo, collocandovi le reliquie dei S.S. Martiri Stefano papa, Viatore, Senatore e Cassiodoro. È certo anche che la Chiesa fu fondata dall'Università di Fuscaldo, a cui spese fu sempre riparata fino all'anno 1749. La Chiesa ebbe in principio forma gotica e racchiudeva varie cappelle di patronato privato. Di queste però alcune non ebbero mai, per la strettezza del luogo, altare proprio, ecco perché i padroni si limitarono a far dipingere sulle pareti delle navate i Santi titolari, e ad amministrare ed erogare le rendite stabilite per la celebrazione delle messe. Vi sono affreschi e dipinti del maestro Genesio Gualtieri da Mormanno e di G. Battista Santoro che adornano le cappelle.

Beata Vergine del Soccorso

La chiesetta è sita nella frazione di Pesco. Ricorre il 5 agosto la festa della Madre Vergine Patrona della frazione con una processione che si snoda nel tardo pomeriggio lungo tutta la frazione, caratterizzata dal portare a spalla la statua della Madonna per le vie di Pesco. Grande interesse e fervore suscitano i preparativi della festa, che iniziano con la Novena dedicata alla Madonna che si svolge nella Chiesetta. Il campanile è posto sulla fiancata sinistra della chiesa e consta di due campane. È immersa nel verde di una ridente campagna ed è l'unica del luogo.

Chiesa di San Giuseppe

La Chiesa è posta in via Garibaldi. Risale probabilmente al 1700 ma era precedentemente adibita a cimitero. L'altare maggiore è dedicato a "Nostra Donna del Suffragio", rappresentata nella tela del Pascaletti. La chiesa era precedentemente chiamata "Anime del Purgatorio".

Chiesa di San Giovanni Nuovo

Oratorio del 1700, abitato dagli agostiniani. La fabbrica, voluta dal marchese Spinelli dell'epoca, era stata iniziata per accogliere un convento di monache. È posta in via Roma, di fronte alla chiesetta privata di San Sebastiano. La chiesa è a una navata; il campanile è a due campane. Sul lato destro dell'entrata principale della chiesa è collocato un resto di affusto di colonna crociata medievale.

Chiesa dell'Immacolata

La chiesa, a navata unica, posta in via Chiesa Matrice, è impreziosita da un campanile alto circa 35 metri, costruito da scalpellini fuscaldesi, ed è caratterizzato da dodici colonne in tufo scanalato con capitelli corinzi, tre per ogni angolo. L’interno, in stile barocco, decorato a stucco, è abbellito da un ciclo di tele mariane realizzate del maestro Giacomo Cestaro. Il quadro posto sull'altare maggiore e raffigurante l'Immacolata, è opera del pittore Giuseppe Pascaletti da Fiumefreddo, che lo realizzò nel 1748. Il sacro edificio fu, probabilmente, edificato dall'Arciconfraternita dell'Immacolata nel 1633, mentre agli inizi del Settecento fu sottoposto a un intervento radicale dell'architetto Roglianese Nicolò Ricciullo. Il campanile però fu costruito successivamente.

Chiesa di Santa Maria del Rosario

La chiesa si trova ad angolo tra via Maggiore Vaccari e via Tenente Rubens Iannuzzi. Nella chiesa sono visibili due opere del pittore Antonio Berté, una pala d'altare realizzata nel 1973, ora posta a destra della navata, e un grande dipinto, L'Ultima Cena, realizzata nel 1981 ed esposta in tutta Italia con il ciclo della "Morte di Pietra", giunta nel 1983 e posta a sinistra della navata. Inoltre una bellissima Via Crucis, a basso rilievo, donata alla chiesa dallo storico dell'arte Francesco Samà, adorna le pareti del sacro edificio, opera dello scultore romano Antonio Ricci, che la realizzò nel 1980.

Chiesa di San Michele Arcangelo 

Precedentemente il nome della chiesa, posta nella piazza di Cariglio, era San Giovanni Evangelista. Nel 1952 prende il nome attuale con un decreto presidenziale, rifondata ad ente parrocchiale nel 1986. È a due navate e ha un campanile con due campane. Nel 1982 è stata donata all'ente parrocchiale da Alfonso, Nicola e Luigi Vaccari.

Chiesa Santa Maria della Stella

Si trova sulla strada per Paola e fu edificata per mezzo delle elemosine di alcuni fedeli. È situata nella piazza di Scarcelli; ha tre navate, con campanile sulla fiancata destra accessibile dall’interno della chiesa. Vi è custodito un quadro rappresentante la Madonna della Stella di Genesio Gualtieri di Mormanno. Le statue, poste sulla facciata della chiesa, sono opera di scalpellini fuscaldesi.



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