Paesaggi particolari e raffinata complessità di ambienti fanno del Parco Nazionale del Pollino il parco naturale più grande e selvaggio d’Italia, diventato nel 2015, patrimonio dell'Unesco. Con le sue grandi aree incontaminate che variano al variare dell’altitudine, il parco è in grado di offrire ai viaggiatori molteplici ambienti. Moltissime anche le specie arboree presenti nel Parco: la vegetazione racchiude foreste di leccio, querceti, l’abete bianco, il faggio e sette tipi di aceri, il pino nero e castagni. Grande protagonista e simbolo del parco è il pino loricato, specie rarissima (in Europa presente solo nei Balcani), che si adatta agli habitat più difficili, dove altre specie molto rustiche non sono in grado di sopravvivere. In primavera è consuetudine godersi lo spettacolo della fioritura delle orchidee, insieme a quelle di viole e genziane, campanule e, in estate, del rarissimo giglio rosso, oltre ad innumerevoli specie di piante officinali e aromatiche, tra le quali la fanno da padrona le Labiatae, con molteplici specie di menta ed inoltre tutte le varietà di timo, santoreggia, lavanda, issopo, le cui fioriture esplodono al culmine dell'estate in un delicato accostamento di colori e di sfumature. Non da meno sono da considerare le varie famiglie di frutti di bosco e di specie arboree selvatiche che producono frutti e bacche come le mele selvatiche, i vari Prunus, le deliziose fragoline di bosco e i dissetanti lamponi di cui sono disseminati i sentieri e le frequenti radure, ove le condizioni climatiche e il sole ne consentono la fruttificazione. Da un punto di vista faunistico, l'area del Pollino è fra le più importanti di tutto il meridione d'Italia: fauna variegata, di cui fanno parte molte specie non sopravvissute in altre zone montuose. Sono presenti l'aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo comune, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. Di recente sono stati reintrodotti il cervo e il grifone. In questa zona si praticano diversi sport grazie alla diversità della zona, ma per gli appassionati, sono consigliati il trekking e l'escursionismo. Il Parco è meta, oltre che per degli amanti dell'alpinismo, anche dei cultori del torrentismo, del rafting, dello sci di fondo, della speleologia e della mountain bike.



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