BISIGNANO

Bisignano ha una storia ricchissima e secolare, che si snoda sinuosa tra l'intrico di vicoletti, archi e scalinate che si snodano nel centro storico, facendo da scenari agli splendidi palazzi patrizi e alle numerose chiese, traccia indelebile di una cultura antichissima. Gli otto quartieri che la compongono sono ricche di numerose botteghe artigiane sempre aperte e in attività, che testimoniano la grande operosità del borgo e l'indubbio valore artistico della produzione artigianale locale. Bisignano ha dato i natali ad una delle più grandi famiglie di liutai del mondo, i De Bonis, e ospita attualmente i laboratori dei discendenti diretti della famiglia oltre che altre botteghe ispirate alla produzione di strumenti a corda rinomati a livello internazionale. Di particolare rilevanza la tradizione degli artigiani ceramisti, capaci di costruire uno stile unico, dal grande valore artistico e culturale. Bisignano è posto a 350 metri sul livello del mare sulle ultime propaggini collinose della Sila greca, di fronte alla Valle del Crati e grazie alle numerose ed enormi terrazze, gode di una vista invidiabile sulle valli sottostanti. Non per niente la città è definita il balcone sulla valle del Crati. Numerosi sono i palazzi nobiliari di grande interesse storico-architettonico che arricchiscono i quartieri del centro storico. Passeggiare lungo le vie del paese è un meraviglioso tuffo nel passato, a contatto diretto con un mondo carico di cultura e tradizione, passato indenne dal trascorrere del tempo per mostrarsi agli occhi meravigliati dei visitatori. La storia di Bisignano abbraccia un arco di tempo di circa 3.000 anni. Pur non essendoci notizie né prove certe riguardo il primo insediamento sul territorio occupato attualmente dal paese, i numerosi ritrovamenti archeologici (abitazioni trogloditiche, suppellettili funerarie e armi) la fanno risalire già al XV e XIV secolo a.c. La Via Popilia (costruita nel 132 a.C.) che univa Reggio Calabria a Roma attraversava il suo territorio dell'attuale Bisignano, sulla strada che i pellegrini percorrevano negli Anni Santi, soprattutto dal '300 in poi, dando notevole impulso agli scambi culturali ed economici tra la città e l'esterno. Le più antiche notizie sulla Brutia Besidiae vedono i bisignanesi protagonisti (insieme ad altri popoli della media Valle del Crati) della battaglia combattuta nel 205 a.C. contro i Romani al fianco di Annibale. Nel corso dei secoli Bisignano fu molto attiva nella difesa della propria autonomia contro Roma, dando vita a una feroce lotta per mantenere la propria indipendenza. Questa tendenza fu l'origine di numerosi conflitti con popoli diversi, i quali si alternarono nel governo della città lasciando, di volta in volta, molte testimonianze e arricchendo il patrimonio culturale che ancora oggi è conservato.




 


Indirizzo Piazza Collina Castello
  87043 Bisignano (CS)
Telefono 0984 951071
Fax 0984 951178
Sito web http://www.comune.bisignano.cs.it/
 

 

Di notevole importanza è la presenza di numerose chiese che testimoniano la ricca attività religiosa di cui la cittadina, nel corso dei secoli, è stata centro propulsore. Sebbene si ipotizzi l'esistenza della diocesi di Bisignano già nel VI-VII secolo, la sua nascita si fa risalire con certezza all' VIII secolo, quando Anderamus, primo vescovo di Bisignano, partecipò al Sinodo convocato a Roma da Papa Zaccaria (741-752). Il cuore della religiosità locale è incarnato nella figura di Lucantonio Pirozzo, frate dell’ordine francescano poi diventato santo sotto il nome di Sant’Umile da Bisignano. Il Santuario di Sant'Umile, conosciuto come Convento la Riforma, è stato fondato dal Beato Pietro Cathin, inviato da San Francesco d’Assisi. Il portale, che risale al XV secolo, è sormontato dallo stemma dei Principi Sanseverino e dal monogramma cristologico di San Bernardino da Siena, e conduce nella navata centrale la quale culmina nell'abside, su cui è posta la scultura lignea di Gesù Crocefisso, opera di Frate Umile da Petralia e risalente al 1637 (anno della morte di Sant'Umile). All'interno del convento si trova una scultura marmorea raffigurante la Madonna delle Grazie, attribuita alla scuola di Antonello Gagini (1537), e un dipinto su tela raffigurante il martirio di San Daniele Fasanella a Ceuta, opera di un ignoto pittore napoletano della scuola di Luca Giordano. Naturalmente è possibile visitare la cella di Sant'Umile da Bisignano, che oltre a custodire varie reliquie del Santo, conserva un dipinto del XVIII secolo, a lui dedicato. La cappella dedicata a Sant'Umile risale all'anno della sua beatificazione, 1882, anno cui è databile anche la prima statua lignea del Santo. Dalla Chiesa si accede allo splendido chiostro duecentesco. Da visitare anche la Cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta, che presenta forme architettoniche tipiche del periodo normanno. I molti terremoti hanno danneggiato la cattedrale che, prima dei rifacimenti, presentava una facciata con tre porte che immettevano nelle navate interne, sullo stesso stile della Cattedrale di Cosenza. L'interno è in tre navate terminanti con tre absidi. La navata centrale presenta decorazioni a tempera raffiguranti scene della vita della Madonna e di Cristo, eseguiti negli anni ‘30 dal pittore Emilio Iusi da Rose. Sull'abside centrale, originariamente affrescata con scene dell'Assunzione di Maria, è stato aggiunto, durante l'episcopato di Monsignor Rinaldi (1956 - 1977), un mosaico raffigurante l'Immacolata Concezione. Ogni anno a fine Agosto si svolge la festa di Sant’Umile, ricco calendario di appuntamenti religiosi e laici che si snoda per l’ultima settimana del mese. Numerose le iniziative culturali cui vale la pena di assistere. Nel mese di giugno si svolge il Palio del Principe, giostra cavalleresca tra i quartieri del centro storico che ogni anno attrae curiosi e turisti da ogni parte della regione.



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