BELCASTRO

Di antiche e incerte origini, nonché presunto borgo natio di San Tommaso D'Aquino, Belcastro è dominato dai resti del castello trecentesco dei conti d'Aquino e conserva un suggestivo centro storico. L'abitato di Belcastro, tipico di un feudo medioevale, sorge su uno sperone boscoso ai piedi del Castello dei Conti D'Aquino e vi si alternano vicoli bellissimi e storici a zone di nuova costruzione. Alla sommità dello sperone si staglia il castello medievale in stile normanno dei conti d'Aquino che sarebbe il luogo di nascita di San Tommaso d'Aquino. Il Paese é circondato da uliveti, da cui si ottiene un olio sopraffino. Belcastro è adagiato alle falde sud-orientali della Sila Piccola verso la costiera ionica, e questa posizione riserva il notevole pregio di poter raggiungere il mare o la montagna in pochi minuti. A mezz'ora di auto si possono raggiungere località balneari rinomate, come Capo Rizzuto e Le Castella, nel Crotonese, nonché Catanzaro Lido, Copanello, Soverato e il Parco Archeologico di Scolacium, dalla parte opposta. Nello stesso arco di tempo si raggiungono i monti della Sila Piccola. Sul fianco sinistro del paese c'é la valle del Nasari, affluente del fiume Crocchio e cuore naturale incontaminato di grande fascino.




 


Indirizzo Piazza S. Tommaso d’Aquino
  88050 Belcastro (CS)
Telefono 0961 932090
Fax 0961 932189
Sito web http://www.comune.belcastro.cz.it/
 

 

Belcastro ha radici lontanissime, neolitiche poi enotriche e magnogreche. Dopo essere stato feudo dei d’Aquino, Roberto d’Angiò nel 1300 le conferì il nome di Bellocastrum per la magnificenza dei luoghi. Nella Chiesa della Pietà sono custoditi una Icona Greca su Legno di scuola Veneto-Cretese rappresentante Madonna col Bambino, opera bizantina (1000-1200), e tre sculture barocche raffiguranti l'Annunciazione con l'Arcangelo Gabriele, s. Anna e Dio onnipotente. Notevole fascino possiede la facciata prolungata con porta archiacuta di tufo profilato del XV secolo. La Chiesa di San Rocco, costruita nel 1645, conserva il portale in pietra rettangolare con colonne, opera di scalpellini locali del XVII secolo. Nel tempo ha subito molte trasformazioni, una delle ultime nel 1948 con il rifacimento dell'intonaco della facciata principale. L'imponente Palazzo Poerio, così detto dal nome degli ultimi feudatari, ma costruito dalla famiglia dei duchi Sersale, è chiamato volgarmente anche palazzo Cirillo. Fu edificato dal duca Francesco Sersale nel 1645, in seguito al terremoto di quell'anno che distrusse gran parte del paese ed il castello, provocando 61 vittime. L'edificio mostra all'esterno un portone arcuato incluso nella decorazione architravata, fiancheggiato da colonne, finestre rettangolari profilate in pietra e cornicione ornato di dentellature, con facciata laterale in tufo coricata da balcone rinascimentale, probabilmente proveniente dai ruderi del castello; nell'interno cortile e scale arcate in pietra. Molto interessante è il centro storico del rione Castellaci.

Sono ancora visibili i resti del castello bizantino sul colle Timpe, tra cui la torre d'entrata, di chiaro rifacimento medievale, e spezzoni della cinta muraria. Sul promontorio opposto sorge il castello medievale dei Conti d'Aquino, recentemente restaurato, con al centro il poderoso Mastio quadrilatero a tre piani. I resti delle muraglie perimetrali con torrette quadrangolari, cilindriche e semicircolari (ruderi dei sec. XIII-XV) delineano la pianta del castello. Di notevole interesse è la Cappella, costruita nel 1334 sulle rovine della camera dove nacque S. Tommaso d'Aquino. Nel cortile del castello vi era anche la magella del pozzo, in pietra a coronamento esagonale, con stemmi scolpiti nel XIV secolo e che adesso è stata collocata presso l'ex cattedrale come fonte battesimale.



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