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ALTILIA

Altilia, piccolo comune della Provincia di Cosenza, è posta su un costone roccioso nei pressi della Valle del Savuto e secondo Gabriele Barrio sarebbe sorta sulle rovine dell’antica città di Astalonga, ubicata ai piedi della collina che la tradizione chiama Stralonga. Un’altra tesi sostiene che Stralonga potrebbe essere il termine con cui volgarmente si designava la città di Temesa o Terina, che si vuole ubicata alla foce del fiume. Altri ritengono che Altilia fu fondata come Casale di Cosenza all’epoca delle invasioni saracene del decimo secolo: numerosi studiosi sostengono che i Casali furono ripopolati dai Cosentini che si rifugiarono nei feudi circostanti per sfuggire alla ferocia dei Saraceni. Il sito di Altilia, frequentato da antiche comunità, venne di volta in volta ripopolato. Questa tesi si baserebbe sul fatto che nella valle del Savuto è ipotizzabile l’esistenza di un tracciato che da Cosenza e da Santo Stefano di Rogliano raggiungeva direttamente il fiume, proseguendo poi fino alla foce, nonché sulla presenza di un altro tracciato che discendeva lungo questo corso d’acqua, raggiungendo contrada Pianetti-Donnico di Grimaldi, dove sono state rinvenute tombe contenenti suppellettili in terracotta del periodo ellenistico, ascrivibile al III secolo. Un altro importante accesso di comunicazione era l’antica Via Popilia, che attraversava il Savuto tramite il ponte di Annibale, dove era presente una stazione di posta. Alla luce di tali elementi, Altilia sembrerebbe ripopolata dagli Alimena insieme ai loro familiari e sudditi. Questi provenivano dalla terra di Alimena, che pare sorgesse nei pressi di Mendicino, dove ancora oggi scorre un torrente chiamato Alimena.




 


Indirizzo Via Convento, 2
  87040 Altilia (CS)
Telefono 0984964094
Fax 0984964328
Sito web comune.altilia.cs.it

 

 

 

Alle spalle della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a valle del convento, è stata rinvenuta la volta di una piccola grotta affrescata con immagini di Cristo, della Vergine, di san Sebastiano e di san Francesco di Paola, alcune ben conservate e leggibili, altre poco chiare. L’entità del ritrovamento è importante dal punto di vista storico-artistico per quel che concerne l’importanza dei culti e delle tradizioni di Altilia.

Lo storico convento dei frati cappuccini minori fu edificato intorno al 500 da Domenico Agacio e Gerolamo Curaro per l’ordine francescano dei minori conventuali, come attesta un documento del 1752 e un’epigrafe incisa su pietra locale calcarea, recuperata e apposta sulla parete sud dell’abside della chiesa di Santa Maria della Grazie. Il convento è collocato su una rupe che si affaccia sulla Valle del Savuto. Ad oggi restano intatti e ben visibili i muri perimetrali che restituiscono un’idea piuttosto precisa della sua estensione.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, che domina l’insediamento abitativo dall’alto, ha un’unica navata ed è stata completamente recuperata grazie a interventi di restauro. Il presbiterio ha forma quadrangolare con un piano più elevato rispetto al calpestio dell’aula. È collegato ad una piccola sacrestia e sul lato sinistro, tramite un lungo corridoio scavato nella pietra consente l’accesso al convento. La chiesa, con il Palazzo Marsico (annesso al convento), oggi è sede del comune e costituisce per il piccolo centro di Altilia un importante riferimento storico da tutelare.



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