SANT'ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO

Sant' Andrea Apostolo dello Ionio è un centro di grande attrazione turistica che conserva un patrimonio storico importante, insieme a quello paesaggistico e naturalistico. Situato nel versante ionico delle Serre, l'abitato rappresenta una delle più suggestive «quinte» affacciate sullo Ionio. Nella Marina del paese vi è una splendida pineta, meta di frequenti escursioni. Si pensa che il centro originario fu fondato da gente fuggita dalla costa e guidata da un certo Andreasso, da cui pare abbia preso il nome. Si tramanda che il primo nucleo del paese risalirebbe intorno all'anno Mille e sarebbe nato attorno alla modesta abitazione di un mandriano, originario di Badolato, di nome Adriano. Il centro abitato di Sant' Andrea Apostolo dello Ionio nacque, probabilmente, tra il X e l'XI secolo nelle vicinanze di una Grancia fondata dai monaci basiliani. Il primo documento certo sulla storia del paese risale al tempo del conte Ruggero (1094). Fu casale di Badolato e ne seguì le vicende feudali. Per un certo periodo fu denominato S. Andrea di Badolato. Suoi feudatari furono i Ruffo di Catanzaro, seguiti, nel XV secolo, dai Toraldo, che furono sostituiti dai Ravaschieri nel XVI secolo. I Pinelli ressero le sorti di queste terre nel XVII secolo. Ultimi Signori di S. Andrea Apostolo dello Ionio furono i Pignatelli di Belmonte. Nel 1799, per volere dei francesi, il paese fu dichiarato autonomo e inserito nel cantone di Satriano. Passò, successivamente, sotto il Governo di Badolato. Nel 1811 fu dichiarato comune autonomo e assegnato al circondario di Davoli.




 


Indirizzo Piazza Enrico Berlinguer, 5
  88060 Sant'Andrea Apostolo dello Ionio (CZ)
Telefono 0967 47164
Fax 0967 47158
Sito web http://www.santandrea.gov.it/
 

 

Nel secolo XI - XII, viene edificata la Chiesa di San Nicola di Cammerota, sul poggio di Condò, 200 metri più a nord della Grangia. La chiesetta di forma rettangolare con abside semicircolare è lunga 9 m. e larga 5,90. L'abside è rivolta ad oriente, con una finestra centrale terminante ad arco e coronata da una fascia di travertino. Nella parete laterale campeggia una finestra oblunga con arco scolpito ed una piccola finestra ad occhio. Gli spigoli sono di calcare bianco, alternato a pietra nera, di origine vulcanica. Lo stesso ordine di bianco e nero si riscontra nell'arco interno dell'abside, nella porta e nelle finestre, dimostrando come all'architettura bizantina si aggiunge la policromia araba ricorrente nei modelli classici di Sicilia e Spagna. A Nord della chiesetta, nei pressi dell'attuale cimitero, si può ancora notare il rudere della Torre di Tralo' o Torre di "Cammerota", di origine normanna, che, secondo alcuni antichi documenti, sarebbe appartenuta alla chiesa e costituisce un altro esempio dell'importanza storica di S. Andrea. Un'altra testimonianza bizantina è rappresentata dalla Chiesa di Campo. Riportata negli antichi documenti col nome di S. Martino ed in un secondo tempo col nome di Santa Maria di Campo, è il classico esempio di chiesa rurale, che i basiliani costruivano nelle campagne per dare un supporto ai contadini. Più umile nelle rifiniture e nei materiali, è un inequivocabile modello compositivo dell'architettura del periodo. L'altare è esposto ad oriente e l'entrata ad occidente. Nel 1985, nel corso dei lavori di restauro curati dalla Amministrazione Comunale, sono stati rinvenuti preziosissimi affreschi bizantini, presumibilmente del X e XIII secolo. I primi, nell'abside ritrovata dietro l'altare, rappresentano dei santi a figura intera, mentre i secondi, sulla parete laterale, riportano, presumibilmente, scene di vita religiosa. Le recenti campagne di scavo lasciano supporre, al di sotto del piano pavimentale, l'esistenza di una fattoria risalente al periodo Ellenistico cioè al III sec. a.C.



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