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TREBISACCE

Trebisacce, borgo della Costa degli Achei, deve il suo toponimo al bizantino Trapezàkion “piccola tavola”, “mensa”, riferimento al pianoro su cui è sorto l’abitato. Testimonianze archeologiche registrano la presenza di insediamenti umani come quelli rinvenuti in località Broglio, dove sono stati riportati alla luce reperti risalenti alla media età del Bronzo e del Ferro e resti di un villaggio protostorico. Trebisacce fu, fin dall’antichità, un centro fiorente e ricco. Una fitta rete stradale e la viabilità marina fra le varie polis della Magna Grecia, favorirono il centro e la sua economia. Inoltre grazie alla sua eccellente posizione strategica con eventuale ritirata su Monte Mostarico e l’immediata vicinanza al mare, Trebisacce si poneva, come oggi, un punto obbligato e di controllo dell’unica via di comunicazione fra Metaponto e Sibari. Con la conquista della Magna Grecia da parte dei Romani, Trebisacce visse un periodo di decadimento economico dovuto a cambiamenti della struttura politica e amministrativa della Sibaritide. La stessa documentazione archeologica del periodo risulta scarsa. Durante il periodo bizantino il paese comincia a chiamarsi Trapezàkion. Lo sviluppo commerciale ed economico è aumentato soprattutto negli anni Novanta del XX sec. ed è continuato fino a oggi. La cittadina, da paese di pescatori è divenuto un centro economico, commerciale e turistico fra i più attivi della Costa degli Achei.




 


Indirizzo Piazza della Repubblica
  87075 Trebisacce (CS)
Telefono 0981 550211
Fax 0981 58388
Sito web http://www.comune.trebisacce.cs.it/
 

 

La cittadina ionica è Bandiera Blu anche per il 2017. Per il quarto anno consecutivo, Trebisacce è premiata per le proprie buone pratiche ambientali e per le molteplici attività di educazione, formazione e informazione sui temi dell’eco-compatibilità. Il prestigioso riconoscimento, assegnato dalla FEE – Italia (Foundation for Environmental Education - Fondazione per l'Educazione Ambientale), è garanzia di qualità delle acque della balneazione, qualità delle spiagge, servizi e misure di sicurezza ed educazione ambientale nelle scuole.

Simbolo della cittadina costiera è il Bastione, il sistema murario costruito a difesa dell’antico abitato dalle incursioni dei turchi nel XVI secolo. Unici punti di apertura verso l’esterno erano le quattro porte d’accesso: Annunziata, San Martino, San Leonardo e Sant’Antonio. Il Bastione è particolarmente rinomato per la sua bellezza e per la sua altezza. Noto anche come il “Balcone dello Ionio” consente ai visitatori di abbracciare con lo sguardo la Piana di Sibari e l’intero Golfo di Taranto.

Una delle chiese più antiche di Trebisacce è la Chiesa Madre di San Nicola di Mira. L'impianto dell'edificio risale al secolo XI ed è un esempio di architettura sacra di tipo bizantino. La struttura ne conserva infatti le tracce con chiarissimi elementi quali la cupola a cerchi concentrici degradanti di tegole e un campanile basiliano sormontato da cuspide poligonale. L’interno, a tre navate, è stato restaurato diverse volte e nel 1994 sono venuti alla luce il Cristo Ligneo e un’antica statua di Sant’Antonio Abate.

Nel centro storico di Trebisacce ha sede il Museo dell’Arte olearia e della Cultura contadina "Ludovico Noia". La struttura museale, che si trova in un edificio in origine adibito a frantoio detto “u trappitu ‘i Cinchillibre”, è suddiviso in tre grandi sale dove il visitatore può entrare in diretto contatto con la cultura contadina. La struttura, gestita dall'Associazione A.O.P.C.A. “L. Noia”, ospita attrezzi per la molitura delle olive, vasche per la raccolta dell’olio e diversi oggetti della cultura contadina. A Broglio di Trebisacce, invece, il turista può apprezzare il Museo Archeologico. Il sito di Broglio, infatti, è di particolare interesse storico per il rinvenimento di un villaggio protostorico datato dal Bronzo Medio all'Età del Ferro. Per consentire al visitatore di comprendere le tipologie abitative degli insediamenti, è stata riprodotta una struttura in cui è possibile visionare diversi reperti e numerosi frammenti di recipienti micenei, testimonianza del flusso migratorio dall’area precedente alla colonizzazione greca.



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