LONGOBUCCO

Situato nel cuore della Sila greca, questo piccolo paese di origine medievale è noto per la produzione di tappeti e coperte realizzate nel rispetto delle antiche tecniche di lavorazione. Il centro storico si presenta nel suo impianto medievale. Secondo la tradizione orale il toponimo Longobucco è legato, etimologicamente, al germanismo Longburg, borgo lontano, lungo. Secondo Giovanni Alessio il nome di luogo deriverebbe da longa bucca, traduzione del bizantinismo makroilos (che ha una lunga cavità) La storia del paese è legata indissolubilmente alle miniere di argento. Molti studiosi, tra cui il Pontano, Francesco Maria Labonia (XVII secolo) e Tommaso Bartoli (XIX secolo) identificano Longobucco con Temesa o Tempsa, antica città ricca di cave minerarie, di cui parla Omero nel primo libro dell'Odissea. È storicamente certo che sia i Sibariti che i Crotoniati, in epoca Magno-greca, per la coniazione delle loro monete si rifornissero di argento nelle miniere longobucchesi. I primi documenti relativi all'Argentera (così sono chiamate le cave minerarie del paese) risalgono al XII secolo. Nel 1197 l'imperatore, Enrico VI, inviò in oppido nostro Longoburgi Pietro di Livonia, suo familiare, per sovrintendere all'estrazione del prezioso minerale. Durante il periodo angioino il lavoro nelle miniere si intensificò: nel 1268 furono estratte 103 marche e 7 once di argento puro. Anche Gioacchino da Fiore si recò nella cittadina silana per la lavorazione di alcuni calici. Durante il dominio dei d'Aragona, le miniere, considerate le principali dell'intero Regno, furono concesse a Galeazzo Caracciolo di Napoli. Nel 1566 l'Argentera tornò sotto la giurisdizione della Regia Corte. Nella seconda metà del XVII iniziò il declino delle miniere longobucchesi: i costi di lavorazione iniziarono a superare i guadagni. Agli inizi del '700, alcuni minatori tedeschi rivalutarono le cave minerarie, che rimasero attive fino al 1783. Con l'ordinamento amministrativo disposto dal generale Championnet (1799) il paese fu incluso nel Cantone di Cirò, Dipartimento del Crati. La legge francese del 19 gennaio 1807 lo rendeva sede di Governo, comprendente il solo Luogo di Longobucco, situazione in cui rimase con i successivi ordinamenti del 4 maggio 1811 e del primo maggio 1816. Il barone Compagna, nel 1826, tentò di recuperare le risorse argentifere del paese, ma due anni dopo l'impresa fu definitivamente abbandonata, per gli alti costi di lavorazione.




 


Indirizzo Via G. Mazzini, 68
  87066 Longobucco (CS)
Telefono +39 0983 72505
  +39 0983 72506
  +39 0983 72877
Sito web http://www.comunelongobucco.eu
 

 

Situato nel cuore della Sila greca, Longobucco gode di un panorama invidiabile tipico dei borghi di montagna.

Le chiese di Longobucco, dalla Matrice a S. Maria Maddalena, da S. Domenico a S. Angelo Custode, conservano veri e propri tesori d'arte. La splendida Chiesa Matrice dell'Assunta, costruita con ogni probabilità in epoca normanna, fu ricostruita in stile barocco nella seconda metà del Settecento, dopo che un terremoto nel 1743 l’ebbe quasi completamente distrutta. Di splendida fattura è la facciata, in pietra nera, con decorazioni in parte barocche, in parte d'impronta romanica. L'interno è decorato in stile settecentesco. Maestoso è l'altare maggiore in marmi policromi, opera degli abili scalpellini di Rogliano, con ciborio e paliotto tardo-barocchi (1789). In pietra locale è anche la massiccia ed elegante balaustra dell'altare maggiore. Di particolare pregio sono le opere d'arte in legno, tutte del Settecento, dal coro agli armadi della sagrestia, dal pulpito all'organo e ai confessionali, capolavori d'arte creati dagli intagliatori del legno di Serra San Bruno.



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