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PAOLA

Paola è il più importante centro della Riviera dei Cedri, un tratto di costa caratterizzato da ampie spiagge e da un mare limpidissimo, noto anche come Alto Tirreno Calabrese. L'area comprende anche una parte del territorio montano che si trova immediatamente a ridosso della zona costiera. Il centro della cittadina, situato a 94 metri sopra il livello del mare, dista un paio di chilometri dalla sua marina, nota per la sua lunga e ampia spiaggia, molto affollata nei periodi estivi e dotata di strutture turistico-balneari. Paola è conosciuta principalmente per la presenza dell'antico Santuario di San Francesco di Paola, centro dell'ordine dei frati minimi, che fa della città la più importante meta del turismo religioso in Calabria. Il Santuario di San Francesco di Paola, faro della religiosità calabrese, registra ogni anno un numero crescente di pellegrini che fanno visita al complesso situato sulle pendici della montagna che sovrasta l'abitato. La città ha origini assai remote e incerte. Ad oggi nessuno storico è riuscito a stabilirne il periodo di nascita e l'etimologia del nome. Lo storiografo Romano Napolitano, asserisce che il nome di Paola deriverebbe dalla parola latina Pabula (terra da pascolo). Leonardo Iozzi, autore del libro Spigolando su Guardia Fuscaldo e Paola, sostiene che il nome di "Paula" fu citato in un privilegio del 1907 del Duca di Puglia e di Calabria, Ruggiero, figlio di roberto il Guiscardo. Detto diploma riguarda le donazioni fatte dal Duca e da altri signori a Guglielmo abate di Sant'Angelo di Mileto. Tra i vari donatori figura un certo Crasso che offre un suo villano: Et hos dedit Bonus Crassus: Mule de Paula cum filius. Un altro atto ufficiale del 1110, conferma che Sica, moglie del normanno Roberto di Bubum, che era Signore di Fuscaldo, fece una congrua offerta ad alcuni religiosi che si erano insediati nella zona dell'attuale Badia perché fondassero il Monastero Catino di santa Maria della Valle Giosafat e delle Fosse ed esercitassero il loro ministero anche nel territorio della chiesa di San Michele. Sotto gli Svevi, Paola comincia ad assumere una propria dimensione che andrà sempre più sviluppandosi. La famiglia Ruffo, infatti, fu la prima a godere su di essa diritti feudali e quando il Conte Antonio Ruffo mori lasciò due figlie: Polissena e Novella. Polissena nel 1418 sposò Francesco Sforza, divenuto poi, duca di Milano, e portò in dote Paola e altri paesi vicini.




 


Indirizzo Complesso Sant'Agostino
  Largo Mons. G.M. Perrimezzi n.6
  87027 Paola (CS
Telefono +39 0982 5800303
Sito web http://www.comune.paola.cs.it
 

 

Grazie alla sua estensione lungo la costa, Paola è anche una delle mete preferite per il turismo balneare, oltre ad essere il principale scalo ferroviario lungo la costa tirrenica cosentina. Paola rappresenta il più importante centro della Riviera dei Cedri, un tratto di costa caratterizzato da ampie spiagge e da un mare limpidissimo, noto anche come Alto Tirreno Calabrese. L'area comprende anche una parte del territorio montano che si trova immediatamente a ridosso della zona costiera.

Paola è la città che ha dato i natali a San Francesco di Paola, fondatore dell'ordine dei Frati Minimi e patrono della Calabria. A San Francesco è dedicato il Santuario formato da edifici rinascimentali e barocchi, costruiti in posizione isolata nella Gola dell'Isca. Il grandioso complesso sorge a breve distanza dalla parte alta di Paola, nella gola del torrente Isca. Facilmente raggiungibile dalla statale 18, oppure percorrendo corso Garibaldi, la strada principale della città, e svoltando per la salita della Rocchetta, si congiunge a un tronco di strada scandita da tredici edicole in mosaico raffiguranti i miracoli del Santo. Il monastero di San Francesco di Paola offre una visione splendida e pittoresca. Una delle due ali del complesso è costruita sulla gola profonda di un fiume che sgorga dalle montagna, mentre l'altra segue la linea del monte che troneggia nel lontano orizzonte. Interessanti i particolari architettonici: il portale gotico e il chiostro rivelano il carattere severo e semplice dei monumenti calabresi. Un grande piazzale, dal quale si ammira la costa e la sottostante cittadina, precede la basilica, dalle forme solenni ed eleganti, con la sua facciata in pietra tufacea articolata in due ordini sovrapposti: nella parte inferiore, tra lesene e colonne, si apre l'arco d'ingresso nell'atrio; in quella superiore si apre il balcone centrale, con arco a tutto sesto e due finestre rettangolari ai lati. Evidenti le forme rinascimentali nella parte inferiore e barocche in quella superiore. L'interno si presenta a due navate di lunghezza diversa. La navata principale è separata da quella più piccola da quattro arcate ogivali e da una con arco a tutto sesto. Le finestre sono impreziosite da vetri dipinti con scene della vita del Santo. Dietro l'altare maggiore si può ammirare un affresco della Madonna degli Angeli del XV sec.. Nella Cappella di sinistra, in un armadio, è posto un busto in argento del Patrono e alcune sue reliquie: il mantello, il cappuccio, le calze, i sandali, un dente. Sull'altare è presente un dittico cinquecentesco di Dirck Hendricksz con le figure di San Francesco da Paola e San Francesco d'Assisi, in parte rimaneggiato. Oltre al Santuario, altre testimonianze meritano di essere segnalate, a cominciare dalla chiesetta dell'Addolorata, edificata sul luogo dove sorgeva la casa natale del Santo. L'edificio sorge nei pressi della graziosa piazza del Popolo, poco oltre la Porta di San Francesco, attraverso la quale si accede al nucleo antico della città, sulla quale si affaccia con la sua bella facciata barocca la Chiesa della Madonna di Monte Vergine, che conserva un'interessante tavola con la Madonna e il Bambino, di tipo bizantino. A sinistra di piazza del Popolo, proseguendo lungo Corso Garibaldi, si incontra la Chiesa della Madonna del Rosario, con all'interno un notevole altare maggiore settecentesco in marmi policromi e alcune interessanti tele seicentesche, tra cui una Madonna della Purità, di Teodoro d'Errico il Fiammingo. Percorrendo una breve salita si giunge alla Chiesa Matrice o della SS. Annunziata, sul cui pronao si aprono tre arcate romaniche. Di grande fascino è la chiesetta ipogea del Carmine, detta di Sotterra, risalente al X secolo, che è stata scoperta in occasione della costruzione, intorno al 1876, di una piccola chiesa a navata unica e senza cappelle. Il principale motivo d’interesse della chiesa sotterranea è il grande affresco absidale raffigurante la Vergine e i dodici apostoli, di pura espressione calabro-bizantina, che mostra una certa affinità con quelli della Cattolica di Stilo, e ritenuto tra i più antichi esempi pittorici della Calabria.

Meritano di essere visitati le rovine del Castello, la torre quadrata presso la stazione ferroviaria, le chiese di S. Francesco e del Rosario, la chiesa madre, la chiesa di S. Franceschiello, la chiesa di Santa Caterina e l'interessante chiesa di Sottotera, dove si conservano alcuni tra le più antiche raffigurazioni pittoriche cristiane della Calabria.



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