LUZZI

Si presume che Luzzi sia sorto al posto dell'antica Tebe Lucana, fondata nel IV secolo a.C. Attestata nei documenti del XIII secolo come Castrum Lucii in Valle Gratis, deve il suo nome, con molta probabilità, alla famiglia normanna di cognome de Luci, Lucij o de Luciis al seguito di Roberto il Guiscardo che la ebbe in feudo. Dal 1272, il castrum Lucii o castello di Luzzi, risulta in possesso del milites Matteo de Luciis o de Luzzi, la cui famiglia qualche anno prima fu espropriata di tutti i beni e mandata in esilio a Malta per aver partecipato alla congiura dei baroni (1246) nei confronti di Federico II. Papa Innocenzo IV restituì i possedimenti a Pietro de Luciis, già signore di Bisignano e ai suoi figli, tra i quali Matteo, che risulta in quegli anni signore di Luzzi. Nel 1482 gli Aragonesi scacciarono da Luzzi la famiglia Sanseverino affidando il paese prima ai Ferrari (fino al 1485) e poi a Roberto Piccolo (fino al 1492). A quest'ultimo seguirono ancora i Sanseverino. Nel 1543 re Carlo V assegnò il feudo al suo fidato luogotenente Scipione Somma che, a sua volta, lo consegnò al genero Matteo Gargano di Cosenza. Nel frattempo i Turchi avevano invaso le coste calabresi. Corigliano, Buffoloria, San Mauro e Acri furono attaccate e Luzzi si schierò in loro difesa. Per questa ragione il paese fu invaso dalle orde turche ma riuscì a difendersi e a scacciare gli invasori. Nel 1656 la peste, che aveva già colpito molti paesi calabresi, arrivò anche in terra luzzese. La tradizione popolare attribuisce la fine della pestilenza a un miracolo della Madonna dell'Assunta che, in quell'anno, fu portata in processione dai monaci della Sambucina. Nel XVIII secolo, con decreto di Ferdinando IV, gli ordini religiosi furono soppressi. Il 18 febbraio 1780 i monaci abbandonarono il monastero della Sambucina. Con l'avvento della dominazione francese l'assetto amministrativo del Regno fu modificato e Luzzi fu aggregata al circondario di Cosenza e al mandamento di Rose.




 


Indirizzo Via San Giuseppe
  87040 Luzzi (CS)
Telefono +39 0984 549006
Fax +39 0984 549239
Sito web http://www.comunediluzzi.it/
 

 

Numerosi sono i siti degni di visita a Luzzi. La chiesa di Sant'Angelo, costruita probabilmente nel 1300, custodisce la tela di Santa Maria delle Grazie opera della scuola di Leonardo da Vinci; l'altare ligneo policromo del 1600, di particolare bellezza (considerato monumento nazionale) e il fonte battesimale in pietra tufacea con motivi scultorei in stile romanico. Nella chiesa dell'Immacolata, costruita nel XVI secolo, esistono due eccezionali opere di pittura, l'Assunta in Gloria con Angioletti, che è una classica opera di Luca Giordano e la tela dell'Annunciazione, esecuzione alla maniera di Francesco Solimena. Nella chiesa di San Giuseppe, che era una cappella della famiglia Firrao, nel XVIII secolo, grazie al cardinale Firrao, fu portato il corpo di Santa Aurelia Marcia che si festeggia la prima domenica di settembre, meta di pellegrinaggio da tantissimi paesi della Calabria. Nella Chiesa di San Giuseppe si conservano il corpo della stessa Santa Aurelia con lastra catacombale di arte paleocristiana e la stupenda tela del San Gennaro in Estasi, riconducibile al virtuosismo di P. Novelli e al realismo della poetica del Vaccaro. La chiesa della Natività di Maria SS. mostra una cupola araba in quanto, con tutta probabilità, prima di essere consacrata come chiesa era un tempio musulmano. Nella chiesa matrice vi è custodita la tela Madonna del Rosario del Settecento napoletano; mentre in quella delle Petrine si trova un raffinato dipinto del manierismo che raffigura una Fuga in Egitto. Altri apprezzabili dipinti e opere minori si trovano disseminati in tutta le altre chiese presenti sul territorio di Luzzi.

Di particolare interesse sono i resti del grande complesso monastico-religioso dell'Abbazia di Santa Maria della Sambucina, fondata intorno alla secondo metà del XII secolo, divenuta ben presto casa-madre dell'Ordine Monastico Cistercense e prototipo dell'architettura gotico-ogivale nell'Italia meridionale. Nel Medioevo, periodo di suo maggiore splendore, ospitò illustri personaggi storici come Gioacchino da Fiore, il magister sententiarum Pietro Lombardo ed il famoso glossatore Francesco Accursio. L'Abbazia è considerata patrimonio culturale e religioso della Calabria. Al suo interno si possono ammirare l'affresco della Madonna col Bambino del 1501, l'Assunta in Gloria con i 12 apostoli e inoltre il Lactatio Sancti Bernardi del 1896 di Basile.



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