DIPIGNANO

Dipignano si trova su un declivio alla destra del torrente Iassa, nell'alta Valle del Crati, sulla dorsale collinare della catena appenninica Paolana. L'intero territorio è caratterizzato da una morfologia variegata e irregolare, con un'alternanza ininterrotta di dirupi accidentati e avvallamenti, strapiombi rocciosi e canaloni profondi, dolci declivi e panoramici terrazzamenti che rendono discontinuo e interessante il paesaggio. Durante il corso delle stagioni queste caratteristiche offrono all'occhio del visitatore uno spettacolo di rara bellezza e suggestione. Sono scarse le notizie sulla fondazione di Dipignano fornite dalla storiografia ufficiale. Pare sia sorta nel 977, quando i cosentini, in seguito alle incursioni saracene, cercarono riparo tra le montagne circostanti. Ma, in realtà, alcune zone del borgo (Motta, Muscano e Porchiacche) risultavano abitate già nel 700. A comprovare la tesi, la presenza del Romitorio risalente a quell'epoca. I resti seminterrati nell'antica contrada Motta, mostrano tutti i segni tangibili di un agglomerato urbano, dove si svolgeva una regolare vita artigiana e religiosa. Inoltre, sono state rinvenute le mura di un'antica casa, chiamata nella fantasia popolare Casa della Regina, forse la residenza estiva del vescovo di Cosenza. Il borgo dal 1096 rientrava nella Universitas Casalium, che costituiva, insieme con Cosenza, la giurisdizione della Sila. Agli inizi dell'800, con i nuovi ordinamenti amministrativi del periodo napoleonico, Dipignano diventa Comune capoluogo del circondario. Nella sua giurisdizione amministrativa sono comprese le frazioni di Tessano e Laurignano e i Comuni di Carolei, Domanico e Paterno. Nei primi del '900 Dipignano fu colpito da un'epidemia di colera, che causò diverse vittime. Seguì, poi un periodo di risveglio economico e culturale. Durante il periodo fascista si registrarono fame e carestie. Nel '50 vi fu un'ondata migratoria verso l'America e nel '60 verso il nord Europa per la mancanza di lavoro.




 


Indirizzo Via XXIV Maggio
  87045 Dipignano (Cs)
Telefono +39 0984 621006
Fax +39 0984 621348
Sito web http://www.comune.dipignano.cs.it/
 

 

Da notevole interesse turistico la Chiesa di S. Nicola Blandifori, che si trova in pieno centro storico ed è la chiesa più grande di Dipignano. L’interno è a pianta basilicale, con tre navate che richiamano moduli architettonici barocchi, con linee maestose e arcate di timbro rinascimentale. Gli affreschi del coro e del presbiterio, datati 1863, raffigurano la contesa tra S. Nicola e Ario. L’opera di maggior pregio è senza dubbio la tela dell’Immacolata, dipinta da Raffaele Aloisio nel 1850. La Chiesa di S. Maria Assunta è ubicata nell’omonima contrada, isolata e attorniata da case sparse, alla fine di una stretta e antica via. Nel 1538, accanto al nome di questa chiesa, legato a questioni economiche, compare un personaggio di assoluto rilievo nel panorama culturale coevo: Bernardino Telesio. L’interno della chiesa è arricchito da opere d’arte di notevole valore artistico e tra queste la tela dell’Assunta, di gusto tizianesco, databile forse al Settecento; una Sacra Famiglia; un organo settecentesco ben decorato e un crocifisso ligneo mutilo ma di notevole forza espressiva. Il Santuario o Convento dell’Ecce Homo sorge nel quartiere Riforma, un toponimo legato all’Ordine religioso dei Padri Minori Riformati, fondatori del sacro edificio. Numerose le opere d’arte custodite al suo interno: la più famosa è senza dubbio la statua lignea raffigurante l’Ecce Homo, scolpita tra il 1622 e il 1633 e ritenuta miracolosa. La scultura viene attribuita a frate Umile da Petralia, ma è forse da ricondurre alla mano artistica di frate Angelo da Pietrafitta.



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